Routine: cos’è e quali benefici trasmette?

Ostetrica in Rosa - Routine

Ciao cara, in questo articolo parleremo di Routine.

Ti spiegherò perché è così fondamentale per i bambini e analizzeremo alcuni benefici che porta l’interiorizzazione di questa pratica nel fanciullo.

Ti offrirò, inoltre, dei piccoli consigli da mettere in atto nella quotidianità, per vivere questi momenti come una possibilità di apprendimento da affrontare insieme al proprio bambino.

Cos’è la Routine? Perché è essenziale?

La routine si caratterizza per la ripetizione giornaliera di azioni che attraverso la pratica e l’esperienza si consolidano fino a diventare abitudini. Si tratta di una successione stabile di comportamenti che, presentandosi ciclicamente, diventano prevedibili e maturano potenziali di rassicurazione per il bambino permettendo un processo di crescita autonomo e armonioso.

Il piccolo diventa quindi un partecipante attivo e dinamico dell’azione e non resta un fruitore passivo, ma nella routine si ritaglia un posto preciso e definito, impara a partecipare e agire autonomamente, a imporsi in modo indipendente.

Ritengo perciò, particolarmente importante, dare input a un pensiero sull’aspetto pratico ed educativo e sul valore di questo tempo.

La quotidianità infatti, ha la bellezza di unire apprendimento e vita. Vita, poiché i rituali costituiscono la totalità del tempo d’interazione tra genitore e neonato e, in seguito, tra educatore e bambino nella prima infanzia; Apprendimento, per il fatto che l’attività di routine inizia a stimolare le prime autonomie.

Il bimbo comprendendo la successione delle azioni, incontra la sicurezza che lo invita all’esplorazione e alla ricerca, rendendolo capace e orgoglioso di provare e scoprire.

Quali sono i benefici che trae il bimbo?

Nonostante questa modalità possa sembrare per l’adulto noiosa, rigida e monotona, per il piccolo invece è rassicurante giacché permette organizzazione e orientamento, inoltre sviluppa in modo più naturale diversi benefici come il raggiungimento dell’autonomia.

Importantissima, in tal senso, la creazione e la costruzione di punti di riferimento stabili da parte del genitore e dell’educatore, in modo tale da permettere al piccolo di orientarsi in modo sempre più preciso e consapevole.

Maria Montessori sostiene che dalla nascita ai tre anni circa, i bambini siano particolarmente sensibili all’ordine non solo dell’ambiente esterno ma anche all’ordine della giornata: scansione dei tempi e organizzazione.

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È indispensabile quindi che dalla prima infanzia il bambino viva entro un vero e proprio schema stabile, ripetitivo e strutturato di rituali che costruiti sapientemente hanno il vantaggio di consentire al piccolo di interiorizzare tali strutture, in modo da poter prevedere con sicurezza cosa accadrà nell’immediato futuro e avere un controllo maggiore sulla realtà circostante, diminuendo così la frustrazione e l’ansia dell’ignoto.

Ostetrica in Rosa - Routine: lavare i denti
Ostetrica in Rosa – Routine: lavare i denti

Strutturare delle abitudini aiuta anche nella gestione delle emozioni forti, un esempio con i cosiddetti “capricci” in cui il bambino esprime paura e disorientamento, sostiene inoltre la fase di transizione da un’azione all’altra (lavare i denti – leggere un libro), solo in tal modo il bambino, avendo delle aspettative chiare, si sentirà tranquillo e protetto in quanto l’ambiente fornisce certezze e situazioni costanti.

Ulteriore beneficio di questa pratica è l’interiorizzare dei concetti temporali (prima – dopo), e la memorizzazione graduale della successione di eventi (semplici sequenze) come: lavo le mani, mi siedo a tavola, mangio.

Che cosa succede quando il bambino si trova in un contesto diverso da quello d’origine della Routine? (Cambio casa, vacanze fuori porta…)

La Routine, proprio grazie alla sua caratteristica di ripetitività, è un processo che viene interiorizzato e il bambino sarà poi in grado di applicarlo in diversi contesti.

Inizialmente, proprio perché ha avuto origine in famiglia, il piccolo sarà legato all’ambiente familiare ma non appena avrà compreso il meccanismo, potrà fuoriuscire da quel contesto e riprodurlo ovunque in totale serenità (durante un week-end dai nonni, in vacanza, al campo scuola).

Ostetrica in Rosa - Coccole e nanna  in contesto extrafamiliare

 

Presupporre uno schema fin dai primi giorni di vita o addirittura dal grembo materno, non è di certo un fattore limitante ma offre strumenti necessari per adattarsi a qualsiasi ambiente.

Strumenti pratici

Per accompagnare il piccolo, in questo processo di crescita in benessere, la figura di riferimento potrà:

  • Aiutare il processo di riconoscimento dell’azione abituale da competere tramite un supporto uditivo: canzoni o filastrocche da intonare all’ora della nanna, del bagnetto…
  • Creare un supporto visivo per aiutarlo nell’anticipazione dell’azione e nella transizione da un momento all’altro. Rendiamo partecipe il bambino di questa iniziativa, si sentirà più spronato poi a utilizzare lo strumento.
    • Creiamo un cartellone in cui disegniamo la scansione della giornata (mi sveglio, faccio colazione, mi vesto…) oppure attacchiamo delle foto reali in cui il bambino esegue l’azione. Per far comprendere lo scorrere del tempo possiamo utilizzare una molletta, essa sarà spostata dal bambino per anticipare cosa andrà a fare;
    • Creiamo un libretto formato da varie immagini che raffigurano le differenti fasi della routine;
    • Creiamo un pannello dove il bambino possa attaccare, con il velcro, la tessera corrispondente all’azione che andrà a compiere; Tale strumento lo aiuterà a memorizzare piccole sequenze, il genitore potrà stimolarlo attraverso alcune domande stimolo: “Dopo aver fatto colazione, cosa si fa?”

Consigli

  • Ricordiamoci di avvisare il bambino quando il tempo del gioco o del bagnetto sta per terminare. Possiamo proiettare nel muro una pila laser e fargli notare che non appena la luce arriva a destinazione è ora di andare a nanna/di uscire dalla vaschetta… molto utile può essere anche l’ausilio della clessidra;
  • Le fasi di transizione possono essere introdotte e accompagnate anche da gesti che si compiono sempre nello stesso momento (prendo il bavaglino e lo aiuto a metterselo; spengo la luce generale e accendo quella della notte);
  • Alla base di tutto ci deve essere l’ESEMPIO da parte dei genitori o di qualsiasi figura di riferimento, proprio per far comprendere l’importanza di determinati rituali (se considero il pranzo un momento di condivisione cercherò di non far mangiare il mio piccolo da solo).
    Il tono della voce e il linguaggio hanno molto rilievo, accompagnano il fanciullo nella quotidianità, ecco perché deve essere deciso per trasmettere segnali chiari, ma allo stesso tempo inclusivo e collaborativo:

NO: “Vai a lavare i denti!” – linguaggio rigido
SI:    “Adesso andiamo a lavarci i denti. È molto importante per eliminare i batteri. Vuoi aiutarmi? Tieni lo spazzolino e io metto il dentifricio.” – linguaggio fermo, inclusivo e collaborativo.

Tramite questi supporti, i bambini sono accompagnati nei vari momenti della giornata e fanno sì che il piccolo possa meglio inserire l’azione di routine da compiere nella sua memoria a lungo termine, al fine di arrivare a svolgerla automaticamente e autonomamente anche in situazioni extrafamiliari.

Ostetrica in Rosa - Routine

Conclusione

Ogni famiglia struttura un sistema di routine diverso, in accordo alle proprie abitudini ed esigenze.

La cosa fondamentale per raggiungere l’equilibrio, e quindi un processo di crescita autonomo e armonico, non è rispettando strettamente gli orari ma conservando la sequenzialità delle azioni e tenendo in considerazione il TEMPO del bambino, assolutamente diverso dal nostro, che merita rispetto e attenzione.

Purtroppo la vita quotidiana degli adulti è una “lotta contro il tempo”, consiglio quindi di anticipare le singole azioni mettendo al centro il bambino, così da sperimentare la ricchezza educativa che questa pratica ripetibile, prevedibile e intellegibile offre.

Autrice: Nicole Bettelle
Pedagogista

Autore

Gloria

L'Ostetrica in Rosa

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